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Il prurito anale

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Senti spesso l’esigenza impellente di grattarti l’ano?

Il semplice prurito, spesso comunque difficilmente sopportabile, può nascondere ben altri problemi e ben altre patologie.

Il prurito è sempre un sintomo, la cui causa può variare di molto.

Leggi questa pagina informativa per saperne di più sul prurito anale e, nel caso ne avessi il bisogno, prendere importanti appunti per una visita medica di controllo.

Cos’è il prurito anale?

Per ‘prurito anale’ s’intende la fastidiosa (spesso, insopportabile) sensazione di doversi grattare l’ano o la zona perianale.

Al prurito è spesso associato un particolare fastidio come pizzichio e, speso, anche bruciore.

Il sintomo è abbastanza invalidante, tanto che, nei casi più gravi, oltre a causare imbarazzo e fastidio costante durante tutta la giornata, impedisce anche il riposo notturno.

Il prurito anale è sempre l’effetto di una patologia e questo è bene ricordarlo costantemente: la sensazione di doversi grattare è la risposta della mucosa e della pelle ad un attacco irritativo o una condizione comunque di anormalità.

Ciò deve essere sempre tenuto in considerazione quando si è in presenza di prurito anale, e di questo chi ne è affetto deve sempre essere cosciente.

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Il prurito anale è scatenato da un’infezione?

Il prurito anale può essere generato da un’infezione, sia batterica che micotica.

L’aggressione di microorganismi infettivi può giocare un ruolo chiave nell’identificazione dell’esatta causa del prurito anale.

La cute anale è particolarmente delicata, specie alla giunzione tra pelle e mucosa: un giusto equilibrio della flora batterica naturalmente presente nell’ano protegge efficacemente il nostro organismo, rafforzando l’auto-sterilizzazione del film idrolipidico.

Laddove questa flora batterica, con cui viviamo in simbiosi, si alteri, è possibile sviluppare quindi una risposta infiammatoria, che può degenerare in un’infezione.

Tra le infezioni batteriche più comuni che possono generare il prurito anale, è doveroso citare quella da corynebacterium minutissimum, capace di provocare chiazze rosse simili a piaghe, che sovente si presentano anche sotto le ascelle e nelle pieghe inguinali.

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Anche il treponema pallidum, ossia il batterio che causa la sifilide, può causare dolorose lesioni sovente accompagnate da prurito.

Tra le malattie trasmissibili sessualmente più diffuse, capaci di alterare il naturale stato della mucosa ano-rettale ed aggredirla, proviamo anche la gonorrea (portata dal Neisseria Gonorrea) e pure la tubercolosi, col noto Bacillo di Kock.

In particolare modo, la tubercolosi merita un’attenzione particolare: la sua forma anale è molto rara (meno dello 0,0010% dei casi), ma sembra che si stia assistendo ad una speciale recrudescenza, molto probabilmente legata alle infezioni del virus HIV.

Le lesioni causate dalla tubercolosi anale assomigliano molto alle ragadi: sovente rotondeggianti, presentano bordi irregolari che, al contrario della ragade, secernono un liquido purulento, simil-muco.

Continuando a parlare di prurito causato da agenti infettivi, la Candida Albicans è forse il più frequente fungo responsabile dell’infezione della regione anale.

La candidosi perianale può colpire qualsiasi essere umano in maniera generalizzata, ma ha particolare predilezione per i soggetti sotto terapia steroidea oppure provenienti da lunga terapia antibiotica.

Sebbene la Candida Albicans sia un fungo saprofita normalmente presente nella nostra cute, il suo eccesso (che può capitare per molti motivi, solitamente immunodepressivi) genera un’iper-colonizzazione, che scaturisce in una reazione iperemica.

La comparsa di placche biancastre si associa più o meno contestualmente alla comparsa del prurito anale.

A livello virale, la causa più frequente del prurito anale sono le infezioni dal virus del papilloma umano (HPV), gergalmente chiamate condilomi (o verruche ano-genitali).

Il virus HPV si trasmette sessualmente o per contatto diretto di mucosa con mucosa (o pelle-pelle), ed è un tipico virus opportunistico: predilige espandersi e moltiplicarsi in soggetti immunodepressi, nei quali spesso da origine al lesioni carnose, piatte o accuminate, dalla tipica forma ‘a cresta di gallo’.

Molti condilomi sono asintomatici, ma a volte possono causare intenso prurito, sovente causato a sua volta dalla formazione di una dermatite.

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I parassiti possono causare il prurito anale?

Alcune parassitosi intestinali, in particolare modo quella causata da enterobius vermicularis, possono associarsi al prurito anale, e diventarne la causa.

L’infezione da enterobius vermicularis è solitamente una patologia tipica dell’età pediatrica, ma in alcuni casi può partire dal neonato e contagiare poi tutta la famiglia.

I vermi dell’enterobius vermicularis infestano l’intestino, ma le uova prodotte dalle femmine vengono depositate nella cute perianale.

Ciò provoca una dermatosi, che genera fastidioso prurito, specie notturno.

Anche la scabbia causata dallo sarcoptes scabiei può provocare intenso prurito anale.

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La diarrea cronica può essere la causa del prurito anale?

La ripetuta emissione di feci non formate, spesso acidificate, tipica della diarrea, può rendere difficile la corretta pulizia della zona anale.

Di conseguenza, è più probabile che la cute non adeguatamente pulita presenti episodi di macerazione, scatenanti una dermatite e correlato prurito anale.

Va tenuto comunque presente che, come il prurito anale, anche la diarrea cronica è però un sintomo, la cui causa è una patologia a monte.

Pazienti con diarrea cronica causata da malattie infiammatorie, autoimmuni e psico-somatiche, come ad esempio la sindrome del colon irritabile, sono più soggetti a sviluppare frequenti stati diarroici anche permanenti nel tempo, che quindi possono portare, alla lunga, a dermatiti ed episodi ricorrenti di prurito anale.

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Attenzione all’eccessiva pulizia dell’ano

La pelle umana è un organo estremamente efficiente e versatile.

Ci difende con efficacia dagli attacchi esterni grazie ad un sottilissimo ed invisibile film che ricopre tutto il nostro corpo, chiamato pellicola idrolipidica.

Tale film viene costantemente prodotto dalle ghiandole sebacee, e ha un PH leggermente acido: nel cuoio capelluto è PH 4, nel corpo è circa PH 4,5 e nei genitali (zona perianale compresa) è di circa PH 3,5.

Questo film, chiamato anche mantello acido, ha azione auto-sterilizzante: uccide gran parte dei batteri, dei virus e gli agenti infettivi in generale, proteggendo quindi il nostro corpo dalle infezioni.

Alterazioni del normale grado di PH della nostra pelle comportano quasi sempre anomalie dermatologiche.

Il mantello acido è molto efficace nell’uccidere qualsiasi minaccia microbica, ma è altresì molto delicato: basta un lavaggio con un sapone aggressivo per eliminarlo, ed esporre quindi la pelle al pericolo d’attacco.

L’uso indiscriminato di detersivi e saponi non consoni, oppure l’uso errato o eccessivo di detergenti (anche considerati fisiologici) può lesionare il film idrolipidico della zona peri-anale, permettendo quindi l’attacco di microorganismi patogeni.

Anche l’utilizzo improprio della carta igienica, che nei soggetti particolarmente delicati può irritare la pelle perianale, può dare origine ad episodi infiammatori, con conseguente prurito.

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Il prurito anale può essere una predisposizione?

Si ritiene che una perdita di liquido può essere un fattore predisponente al prurito anale.

Un’eccessiva produzione di muco o un difetto di chiusura dell’apparato sfinterico possono dunque favorire perdite attraverso il canale anale, che a loro volta possono provocare la macerazione della cute anale e perianale, generando quindi irritazione cutanea e, in ultima analisi, prurito.

Il prurito anale può essere di origine nervosa?

C’è un particolare tipo di prurito, definitivo idiopatico, le cui cause non sono riscontrabili in nessuna patologia nota.

L’origine di questo prurito è quindi ipotizzata essere di natura nervosa, particolarmente legata a disturbi neurovegetativi.

Particolari livelli di stress, di ansia o di tensione possono dunque sfociare in manifestazioni di prurito anale, a volte anche severe.

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Cosa fare in caso di prurito anale persistente?

Come più volte detto in precedenza, il prurito anale è un sintomo, che dipende da una patologia scatenante a monte.

La sua precisa identificazione è pertanto imprescindibile per trattare il sintomo del prurito, e provvedere dunque all’opportuna terapia.

Pertanto, è assolutamente necessario che, in caso di prurito anale persistente, il paziente non intraprenda terapie ‘fai da te’, ma si rivolga subito ad un medico specialista, per un’accurata visita proctologica.

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Non impressionarti, non spaventarti ma altresì non sottovalutare nessun sintomo: rivolgiti sempre ad un medico.

Ricordati che...
Quindi ricorda che...
  • Il prurito anale è un sintomo di un'infezione o di un'irritazione della mucosa anale e perianale;
  • Tantissimi fattori scatenanti e cause possono portare all'insorgere del prurito anale: attacchi di microorganismi patogeni, lacerazioni della cute, macerazione dei tessuti, ecc.;
  • La diarrea cronica o comunque ricorrente è una delle cause scatenanti maggiori del prurito anale non infettivo;
  • Il prurito anale idiopatico è un prurito di origine sconosciuta, non riconducibile a nessuna patologia e, molto probabilmente, di natura nervosa;
  • Le emorroidi patologiche, spesso irritate, causano soventi dermatiti della zona anale e perianale, con la comparsa di prurito
Il Dott. Attilio Nicastro è un chirurgo colonproctologo specializzato nel trattamento delle patologie del colon, del retto e dell’ano.
Da anni studia e sperimenta tecnologie chirurgiche a bassa invasività e con basso dolore post operatorio per risolvere nel modo meno traumatico possibile i problemi di prolasso emorroidale, di ragadi e di fistole anali.
Nel corso della sua trentennale professione, ha operato con successo migliaia di pazienti affetti da patologia emorroidale, avendo sempre un particolare riguardo verso l’importanza di conservare la normale funzionalità anale, garantendo al contempo risultati duraturi.
Il Dott. Attilio Nicastro opera come Responsabile nel Dipartimento di Colonproctologia dell’European Hospital di Roma, e riceve nei suoi studi di Roma, Milano, Lecce e Lamezia Terme.
Per maggiori informazioni su tutte le attività di studio e ricerca del dottor Attilio Nicastro, puoi visionare il suo sito web attilionicastro.it oppure collegarti alla sua pagina personale Facebook seguendo questo indirizzo.
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